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Pietro Roberto Goisis e Gioia Gorla
UNO SPAZIO PER TOMMASO SENISE

4.6. Maria Teresa Aliprandi -Ricordando Tommaso Senise *



I ragazzi del Beccaria, le ragazze del Villaggio della madre e del fanciullo, la folta miscellanea di ragazzini e adulti di Rinascita spesso a loro volta ancora adolescenti "in sospeso", ed infine il lungo variegato corteo di adolescenti "di buona famiglia" e "di strada", ancora puberi o di molto tardivi, questo è il folto gruppo di "pazienti" di Senise, che egli ha tanto amato, compreso ed aiutato.
Senise è stato uno psicoanalista speciale, rigoroso nell'impegno professionale, ma libero di pensiero e di azione da ogni tendenza istituzionale che volesse chiudere la psicoanalisi nell'angusto spazio delle forze conservatrici, inevitabilmente limitatrici dell'amore per la libertà dell'individuo.
Con queste istanze interiori Senise, come Socio onorario, ha sostenuto i primi passi del nostro Istituto. Di questo gli dobbiamo gratitudine.
Mi è caro riprendere da un suo articolo il messaggio del suo ideale, reso pubblico con essenziale lealtà:
"Scelgo come tema della mia Weltanschaunung, che ha molto contribuito a caratterizzare la mia posizione nella relazione psicoterapeutica, il tema della libertà. L'ideale della libertà è stato da me precocemente investito, considero il grado di libertà da me conseguito modesto, ma l'ideale della libertà è certamente quello da me maggiormente investito. E' ovvio che, in quanto ideale, esso comporti un amore per la libertà in assoluto e quindi che almeno debba tendere ad un investimento della mia libertà come della libertà dell'altro.
La relazione psicoanalitica ne risulta evidentemente agevolata nella sua naturalezza e spontaneità; ma ancor più la relazione psicoterapeutica con l'adolescente. Questi, se diffidente e sospettoso nei confronti di chiunque cerchi di mettere qualcosa nella sua mente, o all'opposto desideroso di far propri con l'identificazione modelli di pensiero e di comportamento altrui, ove senta il rispetto mio e l'amore per la sua libertà, nell'un caso dissiperà diffidenze e sospetto e nell'altro attraverso l'identificazione sarà indotto a scegliere la strada della sua libertà, per individuare le scelte più congeniali alla sua evoluzione e maturazione e non strutturerà nella relazione una dipendenza pericolosa Questo almeno penso dovrebbe accadere se all'amore per la libertà corrispondesse una mia raggiunta soddisfacente libertà interiore. Ma così ancora non è...".
E' così che dobbiamo ricordarlo, perché è il modo più bello per non farlo morire dentro di noi, come persone e come psicoterapeuti.
Caro Tommaso - come persona che ha avuto la grande fortuna di condividere con te quarant'anni di lavoro e di schietta amicizia - ti porgo un affettuoso, commosso saluto, accornpagnato dal coro di J. Bach: "che la notte ti sia dolce...riposa nella pace soave"

* Quaderno dell’Istituto di psicoterapia del bambino e dell’adolescente - n. 6 - marzo 1996

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